L’Orchestra Haydn e il Coro Giovanile dell’Alto Adige motore emotivo

05/09/2026, 13:05

80 anni dall’Accordo di Parigi (6/8): il programma musicale della cerimonia riunisce opere di compositori italiani, austriaci e altoatesini.

All’inizio della cerimonia, i musicisti dell’Orchestra Haydn hanno eseguito l’inno nazionale italiano e l’inno nazionale austriaco, mentre la cerimonia si è conclusa con l’“Inno alla gioia” di Beethoven, cantato dal Coro Giovanile dell'Alto Adige. (Foto: USP/Bernhard Aichner)
All’inizio della cerimonia, i musicisti dell’Orchestra Haydn hanno eseguito l’inno nazionale italiano e l’inno nazionale austriaco, mentre la cerimonia si è conclusa con l’“Inno alla gioia” di Beethoven, cantato dal Coro Giovanile dell'Alto Adige. (Foto: USP/Bernhard Aichner)

MERANO (USP). I musicisti dell’Orchestra Haydn di Bolzano e Trento e i talenti del Coro Giovanile dell’Alto Adige hanno accompagnato musicalmente, sotto la direzione del direttore principale Alessandro Bonato, la cerimonia ufficiale che al Kursaal di Merano ha celebrato l'80° anniversario dell'Accordo di Parigi. Entrambe le formazioni riuniscono musicisti provenienti dai tre gruppi linguistici storici dell’Alto Adige. “Nella scelta dei brani - riferisce il direttore artistico André Comploi - si è prestata particolare attenzione a garantire che tutti e tre i gruppi linguistici fossero rappresentati, così come del resto nell’orchestra stessa; sono state quindi selezionate composizioni di autori italiani, austriaci e altoatesini. ‘Polyphonic Superpower’ è un’opera commissionata appositamente per l’occasione, così come l’arrangiamento di Hand in Hand' di Giorgio Moroder. Nella scelta del programma abbiamo posto l’attenzione anche alla varietà stilistica: da Mozart a Paganini, fino a Giorgio Moroder e Gerd Hermann Ortler. Un programma nel quale si incontrano anche diverse generazioni.”

Nell’ouverture di Mozart e nel coro “Che del ciel che degli Dei” tratto dall’opera “La clemenza di Tito” viene esaltata la clemenza del sovrano, un messaggio di umanità e riconciliazione. Con 'Hand in Hand' di Moroder è risuonato un successo mondiale del compositore di fama internazionale originario della Val Gardena. Il compositore Matthäus Crepaz, anch’egli originario della Val Gardena, aveva creato per questa cerimonia un proprio arrangiamento per l’Orchestra Haydn, il Coro Giovanile Provinciale e la cantante della Val Gardena di successo internazionale Marlene Schuen, “un segno musicale di solidarietà vissuta al di là dei confini linguistici e provinciali”, sottolinea André Comploi. Nel "Cantabile in Re maggiore" di Niccolò Paganini si è esibito il violinista altoatesino Julian Kainrath. “Il percorso musicale di Julian Kainrath - sottolinea Comploi - lo ha condotto dall’Alto Adige a Bruxelles passando per Vienna: egli rappresenta un chiaro esempio del talento del nostro territorio e del vivace scambio culturale tra Italia, Austria ed Europa”.

Gerd Hermann Ortler, originario di Glorenza e residente a Vienna, ha composto “Polyphonic Superpower” su commissione per questa cerimonia. Il brano inizia con un rintocco di campana sulla nota La, simbolo dell’autonomia. “In quest’opera Ortler traduce in musica il multilinguismo e la pluralità culturale dell’Alto Adige", spiega Comploi: “Voci musicali diverse entrano in un vivace dialogo e trovano un suono comune: un’opera che concepisce la pluralità non come contrapposizione, ma come forza unificante, unita nella diversità”.

All’inizio della cerimonia, i musicisti dell’Orchestra Haydn hanno eseguito l’inno nazionale italiano e l’inno federale austriaco, mentre la celebrazione si è conclusa con l’”Inno alla gioia” di Beethoven, il brano tratto dalla Nona Sinfonia in cui il Coro Giovanile dell’Alto Adige ha cantato il testo di Friedrich Schiller: “I tuoi incantesimi ricompongono ciò che la moda ha severamente diviso; tutti gli uomini diventano fratelli, dove la tua dolce ala si posa”. Ciò che quindi le consuetudini sociali e le differenze di ceto (la “moda”) hanno separato, dovrebbe sfociare in un ideale di libertà, uguaglianza e umanità universale. Un desiderio che risuona ben oltre la cerimonia odierna.

mac/tl